Da rete da pesca ad abito da sera, da scarto alimentare ad energia, da bottiglia di plastica a scarpa da corsa, da computer a gioiello. Le possibilità di trasformazione degli oggetti che usiamo sono molteplici se si ha la capacità di osservarli nel modo giusto e progettarli in maniera efficiente. Ed è proprio quello che fa l’economia circolare che, cambiando il paradigma produttivo lineare “materie prime-produzione-consumo-rifiuti”, propone un sistema in cui i beni giunti a fine vita, perché non più utili o perché in parte consumati, diventano input per un altro ciclo di produzione.
Un approccio, quindi, che massimizza il valore dei prodotti, dei materiali e delle risorse, perché spinge a utilizzarli il più a lungo possibile, e minimizza o elimina i rifiuti e/o gli scarti, perché li re-inserisce in nuovi processi produttivi.