Tasso nominale o reale, a quale guardare per gestire i propri soldi

Guida agli investimenti

L’andamento dell’inflazione e le scelte delle banche centrali impattano fortemente il rendimento di molti strumenti finanziari, rendendo essenziale comprendere bene la differenza tra tassi nominali e tassi reali

Per via del lungo periodo di inflazione bassa o nulla che ha interessato la maggior parte dei paesi avanzati dagli anni Ottanta in avanti, abbinato alla politica monetaria con tassi a zero del secondo decennio degli anni 2000, ci si era quasi dimenticati della fondamentale differenza tra tassi di interesse nominali e tassi di interesse reali, e del fatto che ciò che assume particolare rilevanza per l’economia e per gli investimenti sono i tassi di interesse reali, ossia i tassi nominali al netto dell’inflazione. 

 

Monete impilate sul tavolo con icona percentuale e sfondo grigio con illustrazione mostra l'aumento dei tassi di interesse. Monete impilate sul tavolo con icona percentuale e sfondo grigio con illustrazione mostra l'aumento dei tassi di interesse.

Le definizioni

Il tasso di interesse nominale è quello effettivamente concordato dalle due parti e pagato. Prendendo ad esempio l’erogazione del credito, il tasso di interesse è il corrispettivo che un individuo versa all’istituto di credito al quale ha richiesto il finanziamento o il rendimento che l’istituto di credito ottiene dall’erogazione di un finanziamento, a seconda della prospettiva da cui lo si guarda. Il tasso di interesse non riguarda ovviamente solo i prestiti, ma è una componente fondamentale di tanti altri prodotti finanziari, come ad esempio i conti deposito o le obbligazioni.

Chi si trova a valutare la convenienza di un prestito o di uno strumento finanziario non deve però fare riferimento solo al tasso di interesse nominale, perché conta anche il potere di acquisto della moneta, che è influenzato dall’inflazione, ovvero dall’andamento dei prezzi al consumo. Il tasso di interesse reale si calcola quindi sottraendo la perdita di acquisto al tasso di interesse nominale, con il reale che diminuisce tanto è più alta l’inflazione.

 

L’esempio

Un esempio possibile, come spiega la Banca centrale europea1, è quello di un risparmiatore che deposita 1.000 euro su un conto per un anno e può beneficiare di un tasso di interesse nominale del 2,5%, ottenendo quindi 1.025 euro dopo un anno. Se però i prezzi aumentano del 3%, dovrà pagare 1.030 euro per acquistare gli stessi beni e servizi che un anno prima sarebbero costati 1.000 euro. Ciò significa che il rendimento reale sarà stato del -0,5%. Questo è il tasso di interesse reale, che si calcola sottraendo il tasso di inflazione (3%) dal tasso di interesse nominale (2,5%).

 

Le formule 

La formula base per conoscere l’impatto dell’inflazione sul tasso di un prodotto finanziario è quindi: tasso d’interesse reale = tasso d’interesse nominale – tasso d’inflazione. Questa formula è però molto semplificata e ne esiste una più corretta: 1 + tasso di interesse reale = (1 + tasso di interesse nominale) / (1 + tasso di inflazione)

Si può fare un esempio prendendo un tasso d’interesse nominale del 3% e un’inflazione attesa al 2,5%. Secondo la formula base, il tasso di interesse reale è dello 0,5%. Con la formula completa, il valore risultante è dello 0,487%.

Per bassi valori del tasso d’interesse nominale e del tasso di inflazione il tasso di interesse reale assume valori trascurabili cosicché si può approssimativamente dire che il tasso reale è pari al tasso nominale meno il tasso di inflazione, la cosiddetta relazione di Fisher.

In linea generale, è comunque possibile affermare che, quando l’inflazione attesa è nulla, tasso nominale e tasso reale si equivalgono; dato che l’inflazione è quasi sempre positiva, il tasso reale è generalmente inferiore al tasso nominale; e fissato il tasso nominale, maggiore è l’inflazione attesa e minore è il tasso reale.

 

L’impatto sui servizi bancari 

L’effetto di un’alta inflazione e dell’aumento dei tassi di interesse su prestiti come mutui, finanziamenti per l’acquisto di beni o prestiti personali varia in base al tipo di tasso di interesse: tasso fisso o variabile. L’inflazione e l’aumento dei tassi di interesse possono rendere più costosi i prestiti a tasso variabile già contratti. Ma anche contrarre un nuovo prestito a tasso fisso può risultare più oneroso in uno scenario di tassi alti.

Per quanto riguarda i risparmi, il valore dei contanti può ridursi in presenza di inflazione, mentre prodotti come i conti deposito osservano solitamente un aumento della remunerazione in corrispondenza di una campagna di innalzamento dei tassi da parte della banca centrale. Il rendimento del deposito è comunque spesso inferiore al tasso di inflazione, per cui il tasso di interesse reale non è necessariamente positivo.

 

L’impatto sugli investimenti finanziari

Un discorso simile può essere fatto per alcuni asset finanziari. Se l’impatto dell’inflazione e dell’aumento dei tassi di interesse sul mercato azionario non è di immediata comprensione, perché impatta diversamente gli utili delle imprese a seconda del settore e del modello di business, c’è più chiarezza sugli strumenti finanziari con tassi cedolari, come obbligazioni governative o societarie. In questi si può essere attratti da quello che pare un soddisfacente tasso di interesse nominale, ma considerando l’impatto dell’inflazione il tasso reale può risultare molto contenuto o addirittura negativo.

Un discorso differente va fatto per prodotti come i fondi comuni d’investimento, che danno tipicamente accesso a un portafoglio composto da diversi strumenti finanziari. In questo caso l’impatto dell’inflazione e dell’aumento dei tassi d’interesse sui fondi d’investimento dipende dal tipo di fondo e dalla composizione del suo portafoglio d’investimento.

In linea di massima, occorre tenere a mente alcuni principi fondamentali dell’investimento, come mantenere un portafoglio ben diversificato e assicurarsi che gli investimenti rimangano allineati con i proprio obiettivi. Per far ciò è necessario prestare sempre attenzione alla differenza tra tasso di interesse nominale e reale, e come il contesto geopolitico, macroeconomico e monetario impatta questa relazione in un determinato momento.

 

 

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