Nel comunicato rilasciato al termine della riunione non vi sono variazioni di rilievo rispetto al precedente. Si legge che l’economia ha continuato a registrare una ripresa moderata, sebbene siano emersi alcuni segnali di debolezza in alcuni comparti, in parte a causa dell’impatto della situazione in Medio Oriente. In merito alle prospettive l’economia dovrebbe continuare a crescere moderatamente. Dal fronte dei prezzi le aspettative di inflazione di medio-lungo periodo hanno continuato a salire e l’inflazione sottostante si sta avvicinando al 2%. Complessivamente l’attività economica e i prezzi si stanno muovendo in linea con lo scenario della BoJ presentato a fine luglio.
In merito ai rischi, la BOJ sottolinea la necessità di monitorare l’impatto sull’attività economica e sui prezzi degli sviluppi in Medio Oriente, dell’espansione della domanda connessa all’AI e dell’andamento dei tassi di cambio. In merito all’inflazione, per la BoJ sussiste il rischio di un superamento dell’obiettivo di stabilità dei prezzi del 2%, anche alla luce della crescente propensione delle imprese ad aumentare salari e prezzi e del rialzo delle aspettative di inflazione a medio-lungo termine.
Sempre nel comunicato si legge che per quanto riguarda la futura conduzione della politica monetaria, considerando che l’inflazione si sta avvicinando al 2% e che le condizioni finanziarie rimangono accomodanti, la banca centrale continuerà ad aumentare il tasso di riferimento e a adeguare il grado di accomodamento monetario, in funzione dell’evoluzione dell’attività economica, dei prezzi e delle condizioni finanziarie. A tale riguardo, si legge che la BoJ valuterà i tempi e il ritmo dell’aggiustamento monetario, esaminando al contempo la probabilità che si realizzi lo scenario centrale per l’attività economica e i prezzi e i rischi che gravano su tale scenario. In particolare, assume importanza la prospettiva di stabilizzare l’inflazione intorno al 2%, al fine di evitare che si concretizzi il rischio di un suo aumento sopra l’obiettivo del 2%, con conseguenti effetti negativi sull’economia. Questa ultima considerazione, che era già presente nel comunicato di luglio, suggerisce che la BoJ compirà tutte quelle azioni necessarie ad evitare che possa concretizzarsi il rischio del superamento dell’obiettivo di inflazione del 2%, confermando un orientamento hawkish.
Come si è già detto, se l’esito della riunione di oggi era ampiamente scontato e se è certo che la BoJ proseguirà con la normalizzazione della politica monetaria, è invece piuttosto incerta la tempistica dei rialzi nei prossimi mesi e quale sarà il tasso terminale. Dalla conferenza stampa del Governatore Ueda non sono ovviamente emerse indicazioni precise sulle tempistiche, mentre si sono alternate dichiarazioni dovish e hawkish per lasciare aperta ogni possibilità in una situazione che rimane complessivamente incerta.
Gli elementi più interessanti emersi dalla conferenza stampa del Governatore possono essere elencati nei punti seguenti:
- Rischio che l’inflazione possa superare (overshoot) l’obiettivo del 2%
- Particolare attenzione deve essere posta alla situazione in Medio Oriente, alla domanda legata all’AI e ai movimenti del tasso di cambio
- Il contesto in cui vengono prese le decisioni di politica monetaria è cambiato (“stage for policy conduct has changed”)
- La politica monetaria è entrata in una nuova fase
- Nessuna idea precisa sul ritmo di rialzo dei tassi, difficile determinare quale sarà il livello del tasso al termine del ciclo di rialzi
- Difficile determinare quale sia il livello del tasso neutrale
- Il ritmo e l’ampiezza dei rialzi è legato all’andamento dei prezzi ma non si esclude nessuna opzione
- Il ritmo di rialzi dei tassi non deve necessariamente essere lento, ma è necessario individuare la velocità appropriata
- Meglio muoversi prima per evitare la necessità di rapidi rialzi dei tassi in un secondo momento
- Necessità di evitare rapidi rialzi dei tassi che possa generare volatilità sul mercato azionario
- La conferma che l’inflazione si è stabilmente ancorata al 2% richiede tempo
In sintesi, dalla conferenza stampa del Governatore Ueda emerge che la BoJ non predilige un percorso predefinito dei tassi e che le decisioni saranno prese di volta in volta sulla base dei dati a disposizione ed in particolare dei rischi che sono stati elencati sopra e che potrebbero compromettere lo scenario di crescita ed inflazione. Ueda ritiene che dato il rischio elevato che l’inflazione possa superare l’obiettivo e tenuto conto delle conseguenze negative sull’economia di questo evento, non si possa escludere la possibilità di un’accelerazione nel rialzo dei tassi, ma risulta difficile stabilire quale sarà il tasso finale, inoltre risulta difficile anche stabilire quale sia il tasso neutrale. La conferenza stampa del Governatore non è riuscita ad invertire la tendenza dello yen contro dollaro, che ha infatti continuato ad indebolirsi, con il mercato che ne ha percepito un tono dovish, probabilmente deluso dalla mancanza di un’apertura esplicita ad un rialzo già nel mese di ottobre. Il tono della conferenza stampa invece è apparso in linea con quello di luglio, quando era già stata fatta una svolta in senso più restrittivo ed è comunque stato ribadito che nessuna opzione è esclusa, tuttavia due rialzi dei tassi consecutivi appaiono piuttosto improbabili, non in linea con l’atteggiamento di cautela che caratterizza la BoJ.
Nel formulare le previsioni sul percorso più probabile dei tassi dei prossimi mesi è necessario considerare tutte le informazioni a disposizione ed oltre al contenuto del comunicato pubblicato oggi, alle parole del Governatore e al Summary of Opinions (che sarà pubblicato il 1 ottobre) che raccoglie, in forma sintetica, le opinioni espresse dai membri del Board e dai rappresentati del Governo durante la riunione di politica monetaria, il futuro percorso dei tassi dipende strettamente anche dalle decisioni sui tassi della Fed e di conseguenza dall’andamento del tasso di cambio. Fideuram conferma le sue attese di un prossimo rialzo dei tassi nella riunione del 18 dicembre tenuto conto che anche la Fed dovrebbe procedere con un rialzo (il 9 dicembre) e la BoJ non può lasciare che il differenziale dei tassi di interesse si allarghi nuovamente determinando un deprezzamento dello yen contro dollaro. Per il prossimo anno Fideuram si attende altri due ulteriori rialzi dello 0.25%, il primo a marzo e il secondo a giugno, con il tasso terminale al 2%. Riteniamo che dopo giugno 2027, a causa dell’uscita dei due membri più hawkish dal Board, sarà più difficile riuscire a far approvare ulteriori rialzi dei tassi, pertanto la BoJ deve accelerare la frequenza dei rialzi per portare i tassi al livello desiderato prima dell’estate del prossimo anno.