Flash Banche Centrali

Guida ai Mercati Finanziari

LUGLIO 2026

Una transizione complicata per la Fed

A cura di: Flavio Rovida, Responsabile Ricerca Macroeconomica

La riunione del FOMC del 16-17 giugno si è conclusa con tassi invariati (come ampiamente scontato da tempo dai mercati), ma con due significative sorprese che hanno decisamente aumentato l’incertezza sulle prospettive della politica monetaria della Fed nel corso dei prossimi mesi. In primo luogo, il numero di esponenti del FOMC favorevoli ad un rialzo dei tassi nel corso della seconda parte dell’anno è risultato decisamente superiore alle attese e il FOMC risulta ora spaccato a metà tra coloro che prospettano uno o più rialzi dei tassi nella seconda parte dell’anno e coloro che invece sono contrari ad alzare i tassi (si noti che il nuovo Presidente Warsh, come si vedrà, si è astenuto dal fornire le proprie proiezioni sui tassi e sulle principali variabili economiche).

Una giovane donna d'affari in piedi di spalle, guarda i grattacieli finanziari nel distretto del centro. Una giovane donna d'affari in piedi di spalle, guarda i grattacieli finanziari nel distretto del centro.

In secondo luogo, Kevin Warsh, al suo primo FOMC da Presidente della Fed, ha subito mostrato di essere intenzionato a procedere nel suo programma di “cambio di regime” alla banca centrale, come evidenziato, da un lato, dal rifiuto di fornire qualsiasi tipo di “forward guidance” ai mercati riguardo alle prossime scelte della Fed (come invece era diventato abituale nei precedenti mandati di Bernanke, Yellen e Powell) e, d’altro lato, dalla decisione di avviare immediatamente una serie di task force che potrebbero modificare in maniera significativa il modo di operare della Fed lungo diverse direzioni. In altri termini, l’esordio di Warsh alla guida della Fed non è stato certamente all’insegna della cautela come ci si poteva invece attendere. Il rifiuto di fornire indicazioni sulle mosse della Fed (evidente, ad esempio, nella nuova impostazione del comunicato stampa) e sulla stessa funzione di reazione della banca centrale, associato alla svolta inattesa in senso decisamente hawkish del FOMC si è, comprensibilmente, riflesso in una significativa riconsiderazione al rialzo della traiettoria dei tassi attesa dai mercati nel corso dei prossimi mesi, con un rialzo ora scontato con una probabilità ampiamente sopra il 50% già nella riunione di settembre.

Nella riunione di marzo, l’ultima in cui erano state fornite le proiezioni a frequenza trimestrale del FOMC, nessuno dei 19 membri del FOMV aveva prospettato un rialzo dei tassi nel resto del 2026 e la divisione era semmai tra chi intendeva mantenere i tassi invariati e coloro che propendevano per uno o più tagli. La situazione è però completamente cambiata, in quanto il FOMC è ora esattamente diviso a metà tra i 9 esponenti a favore di tassi più elevati e i 9 contrari a rialzi (8 favorevoli a tassi invariati e uno favorevole ad un taglio). Come già notato, il Presidente Warsh ha invece preferito non fornire nessuna indicazione, alla luce della sua avversione alla forward guidance e, nello specifico alle proiezioni del FOMC (non si è trattato di una decisione a sorpresa, anche se non era del tutto scontata). Prima della riunione l’attesa di Fideuram era che 5 membri del FOMC si sarebbero pronunciati a favore di rialzi nel resto del 2026 e le stime degli analisti al riguardo non erano certamente più aggressive di quelle di Fideuram. L’esito è stato pertanto decisamente diverso dalle attese e, in aggiunta, si può notare che tra gli esponenti favorevoli ad alzare i tassi la maggioranza (5 su 9) hanno indicato non uno ma due rialzi nel corso dei prossimi mesi (e un membro risulta addirittura favorevole a tre rialzi di 25 pb). Il profilo dei tassi attesi del FOMC, pur risultando in calo sia nel 2027 sia nel 2028, rimane a fine periodo (al 3.4%) lievemente più elevato di quanto prospettato a marzo.

Questo spostamento del FOMC è avvenuto pur in assenza di sorprese particolarmente aggressive rispetto alle attese nelle stime riguardo alle principali variabili economiche (in primis l’inflazione). Rispetto alle proiezioni di marzo, quando il FOMC non aveva ancora incorporato in misura rilevante l’impatto della guerra in Medio Oriente, la crescita del PIL è stata rivista al ribasso di due decimali nel 2026 (dal 2.4% al 2.2%, il dato si riferisce alla crescita a/a nell’ultimo trimestre dell’anno, ed è più elevato delle stime di consenso di Bloomberg, ma inferiore a quelle di Fideuram), è rimasta invariata al 2.3% nel 2027 ed è stata rivista al rialzo dello 0.1% nel 2028. Il profilo del tasso di disoccupazione è stato rivisto al ribasso di un decimale nel 2026 al 4.3% ed è rimasto invariato nel 2027 e nel 2028. L’inflazione totale è stata rivista decisamente al rialzo (dal 2.7% al 3.6%, anche in questo caso il dato si riferisce all’ultimo trimestre dell’anno) per quest’anno e risulta lievemente superiore alle attese di consenso e di Fideuram. L’inflazione totale nel 2027 è stata però rivista al rialzo solo di un decimale al 2.3%. L’inflazione core (ovvero al netto di alimentari e energia) è stata rivista dal 2.7% al 3.3% nel 2026, anche in questo caso lievemente sopra le attese di consenso e di Fideuram. L’inflazione core è poi prevista scendere al 2.5% a fine 2027 contro il 2.2% delle proiezioni di marzo della Fed (la stima di consenso e di Fideuram è invece più bassa di due decimali).

Il nuovo approccio alla conduzione della politica monetaria voluto dal Presidente Warsh è risultato evidente già dal comunicato stampa emesso alla fine della riunione, che è stato decisamente abbreviato e non contiene più nessun tipo di indicazione sulle prossime mosse della Fed (la famosa “forward guidance” cui i mercati erano stati generalmente abituati dai tempi del Presidente Bernanke), né alcun riferimento alla valutazione dei rischi sullo scenario. In questa forma così scarna il nuovo comunicato non appare, in effetti, particolarmente informativo. Nel corso della conferenza stampa Warsh, come già notato, si è sempre rifiutato di fornire ogni tipo di indicazione sulle prossime mosse della Fed, rispondendo spesso alle domande dei giornalisti con riferimenti al comunicato stampa, di per sé poco informativo, ma senza ulteriori approfondimenti. Dalle risposte di Warsh si può dedurre che nella riunione non sia stato discusso un rialzo dei tassi (Warsh ha fatto riferimento al fatto che una sola proposta è stata discussa e approvata in modo unanime), ma non sono emersi dettagli rilevanti che aiutino a comprendere lo stato del dibattito all’interno del FOMC, soprattutto con riguardo alle dinamiche d’inflazione. In realtà Warsh non solo non ha fornito indicazioni sulle mosse future della Fed, ma non ha nemmeno fornito informazioni riguardo alla situazione attuale della stance della Fed, rendendo così piuttosto complicato decifrare quali possano essere le posizioni all’interno della banca centrale. Warsh ha insistito ripetutamente sull’impegno per la stabilità dei prezzi e sul fatto che la credibilità della banca centrale può essere ottenuta solo attraverso i risultati (“by delivering”), ma a specifica domanda di un giornalista se ciò in questo frangente non implichi alzare i tassi ha glissato elegantemente, ripetendo che non intende fornire nessun tipo di “forward guidance”. Con riferimento alle proiezioni del FOMC Warsh ha segnalato che, a suo avviso, sono caratterizzate da un basso livello di convinzione (“si vede che sono scritte con la matita”, ha detto in modo faceto) e questo commento probabilmente ridimensiona la capacità previsiva dei dots per le prossime scelte della Fed. In generale non è apparso chiaro quale sia la posizione di Warsh riguardo alle scelte sui tassi nel breve periodo, mentre il Presidente della Fed ha confermato la sua confidenza sull’impatto positivo dell’AI sulla produttività e, in generale sulla crescita.

Nell’introduzione alla conferenza stampa Warsh ha anche annunciato che a breve saranno avviate cinque task force su diversi aspetti della conduzione della politica monetaria, che potrebbero avere un impatto significativo sulle modalità di funzionamento della Fed (i risultati sono attesi entro fine anno e saranno coinvolte le “migliori mente” nei rispettivi campi anche fuori dalla Fed). Questo annuncio non è stato una sorpresa, ma l’approccio appare decisamente più ampio rispetto alle attese. La prima task force si occuperà della comunicazione della Fed (con probabilmente proposte per modificare le proiezioni della Fed). La seconda task force si concentrerà sull’attivo della Fed e la sua composizione su rischi e benefici del sistema di “ampie riserve” vigente dalla Grande Crisi Finanziaria. Le rimanenti task force si occuperanno dei dati necessari alla politica monetaria e al loro ammodernamento, dell’impatto dell’AI su produttività e occupazione e, infine, delle determinanti dell’inflazione.

Per concludere, la riunione del FOMC del 16 e 17 giugno si è conclusa con tassi invariati, come ampiamente atteso, ma anche con significative sorprese in quanto si è verificato sia uno spostamento in direzione decisamente hawkish del FOMC sia l’impatto del nuovo Presidente Warsh sulla conduzione della politica monetaria. La combinazione di questi due elementi rende particolarmente incerta l’evoluzione della politica monetaria nel corso dei prossimi mesi. Il mercato ha ulteriormente rafforzato la propria attesa di un rialzo dei tassi entro fine anno. Lo scenario di Fideuram rimane per tassi invariati fino all’inizio del prossimo anno, ma il rischio di almeno un rialzo dei tassi nella seconda parte dell’anno è certamente aumentato in misura significativa e l’andamento dell’inflazione nel corso dei prossimi mesi sarà particolarmente importante al riguardo.

 

DISCLAIMER

Il presente documento è pubblicato da Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking sottoposta alla direzione e coordinamento di Intesa Sanpaolo S.p.A. e appartenente al Gruppo Bancario Intesa Sanpaolo.
Le informazioni, le opinioni e i dati contenuti in questo documento non costituiscono in alcun modo ricerca, raccomandazione, consiglio di investimento, consulenza all’investimento o altra forma di consulenza e sono soggetti a modifiche. I dati, ove non diversamente specificato, non tengono conto del regime fiscale applicabile. Questo documento non costituisce un’offerta di acquisto o vendita o una sollecitazione all’investimento in alcun prodotto finanziario citato e non costituisce un messaggio promozionale o sollecitazione all’investimento rivolto a persone residenti negli USA, in Canada o a soggetti residenti in paesi in cui i prodotti non sono autorizzati o registrati per la distribuzione o in cui Prospetto non è stato depositato presso le competenti autorità locali.
Fideuram declina ogni responsabilità per eventuali investimenti effettuati esclusivamente sulla base del presente messaggio.
Tale documentazione non è stata depositata in Consob ai sensi dell’art. 101 del d.lgs. 58/98 e successive modifiche (“Testo Unico della Finanza”).
Se non diversamente specificato, tutte le informazioni contenute nel presente documento sono aggiornate alla data che appare sulla prima pagina di copertina.

 

 

I contenuti riportati nella sezione “Guida ai Mercati Finanziari”, sono forniti da Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A. (di seguito “Fideuram”), con sede legale in Piazza San Carlo, 156 10121 Torino e Sede Secondaria con Rappresentanza stabile in Via Melchiorre Gioia, 22 -20124 Milano. Capitale Sociale Euro 300.000.000,00 Registro Imprese di Torino, Codice Fiscale 00714540150 e Partita IVA 11991500015 N. Iscr. Albo Banche 1175 Codice ABI 3296.1 aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e al Fondo Nazionale di Garanzia Appartenente al Gruppo Bancario “Intesa Sanpaolo” iscritto all’Albo dei Gruppi Bancari Socio Unico Direzione e Coordinamento Intesa Sanpaolo S.p.A..

I contenuti sono stati predisposti sulla base di dati elaborati da Fideuram (ed eventualmente da altre società del Gruppo Bancario Intesa Sanpaolo) e sulla base delle informazioni pubblicamente disponibili o di altre fonti di terze parti ritenute affidabili e in buona fede, tuttavia nessuna dichiarazione o garanzia, esplicita o implicita, è fornita da Fideuram relativamente all’accuratezza, completezza, affidabilità e correttezza delle stesse. Le informazioni, le opinioni e i dati contenuti in questa sezione o in eventuali documenti allegati non costituiscono in alcun modo ricerca in materia di investimenti o comunicazione di marketing, raccomandazione o suggerimento, implicito o esplicito, né sollecitazione o offerta, né consiglio di investimento, consulenza in materia di investimenti, consulenza legale, fiscale o di altra natura. Se non diversamente specificato, tutte le informazioni presenti nei contenuti qui pubblicati sono aggiornate alla data che appare all’inizio dell’articolo e non vi è alcuna garanzia che i risultati o qualsiasi altro evento futuro saranno coerenti con le opinioni e le previsioni qui contenute. Le informazioni sono soggette a modifiche. Tali informazioni non intendono sostituire in alcun modo le autonome e personali valutazioni che il destinatario è tenuto a svolgere prima della conclusione di una qualsiasi operazione attinente a strumenti e prodotti finanziari. Prima di qualunque investimento, è necessario prendere attenta visione della documentazione relativa allo strumento finanziario oggetto dell’operazione. I dati, ove non diversamente specificato, non tengono conto del regime fiscale applicabile. Questi articoli non costituiscono un’offerta di acquisto o vendita, né una sollecitazione all’investimento in alcun prodotto finanziario eventualmente citato e non costituiscono un messaggio promozionale o sollecitazione all’investimento. Si declina qualsiasi responsabilità in caso di qualsivoglia perdita diretta o indiretta, derivante dall’affidamento alle opinioni o dall’uso delle informazioni ivi contenute; Fideuram e i propri dipendenti non sono altresì responsabili per qualsiasi errore e/o omissione contenuti in tali informazioni. Gli articoli richiamati e i relativi contenuti (ivi compresi quelli di eventuali documenti allegati) non potranno essere riprodotti, ridistribuiti, direttamente o indirettamente, a terzi o pubblicati, in tutto o in parte, per qualsiasi motivo, senza il preventivo consenso scritto da parte di Fideuram.